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Dimore di campagna inglesi del XVIII secolo

Posted by : On April 13, 2015  |  No comment

Twickenham

Grazie al rinnovato gusto per l’amenità della campagna e in particolare per le gradevoli prospettive, il grazioso tratto sul Tamigli che comprendeva i paesini di Chiswick, Richmond e Twickenham divenne il luogo favorito dai nobili per le loro case di campagna. Questa zona aveva anche legami con la monarchia ed era accessibile dal fiume, la via preferita per spostarsi.

Alla scoperta di Twickenham

Sono giunti fino a noi diversi idilli campestri del XVIII secolo, inseriti in scenari che evocano l’eleganza dell’epoca. Marple Hill House uno dei primi fu costruita sta il 1723 e il 1729 per l’amante di Giorgio II, Henrietta Howard, contessa di Suffolk. Questa candida villa palladiana restaurata si affaccia sul Tamigi tra Twickenham e Richmond. Casa e parco si ispiravano all’ideale classico di un Elisio terrestre così come era stato riportato in voga nelle ville venete cinquecentesche. La natura veniva plasmata per produrre belle viste sul fiume e, altrettanto importante, dal fiume per gli ospiti in arrivo. Poco lontano dall’angolo nord-ovest del parco, Montpelier Row, del 1729 circa, è uno dei primi palazzi a schiera di Twickenham. Seguendo il sentiero lungo il fiume tra gli alberi si arriva all’ottagonale Orleans House di James Gibbs; ciò che ne resta basta a fare intuire il passato splendore. Nelle vie Bell, Water e Church vi sono altre vecchie case; il traghetto per Ham House parte da qui.

L’incanto di Chiswick

Più a valle rispetto a Twickenham, Richard Boyle, terzo conte di Burlington e intenditore di fini decorazioni, nel 1725.1729 costruì un perfetto tempio palladiana alle arti, Chiswick House. La casa di città di Burlington, che oggi costituisce la parte centrale della Royal Academy aveva già rotto con il barocco inglese di Wren per adottare il leggero stile italiano di Palladio. A Chswick il conte si spinse oltre. Ispirato alla palladiana Villa Capra, presso Vicenza, realizzò una casa e un giardino in stile squisito, dove mostrare le sue opere d’arte e intrattenere gli amici. William Kent diede idee sulla decorazione e influenzò molto il progetto del giardino, uno dei più interessanti di Londra. Così come la casa, questo rifugge dalle geometrie del barocco inglese e il suo progetto si orienta verso le curve più libere, seppur ugualmente studiate, di Capability Brown, evolutesi in seguito nella concezione del giardino all’inglese. Statue, edifici e alberi piantati in numero dispari gli conferiscono informati. La tenuta ha riaperto nel 2010 dopo un restauro da 12 milioni di sterline durato due anni che ha riportato i giardini al loro aspetto settecentesco: sono stati piantati 1600 alberi e altri sradicati, per ripristinare le viste originali.

Syon e Sterley

Le tenute di Syon e Osterei sono senza dubbio amore. Suon House è un sontuoso edificio in pietra del XVI secolo, totalmente rimodernato nel 1761 da Rober Adam per Sir Hugh Smithson, primo duca di Nothmberland. Adam supervisione l’intero progetto, dalla struttura e decorazione in gesso a dorature, tappeti, disegni dei soffitti, arredamento e perfino pomelli delle porte. Gran parte della casa è perfettamente conservata: i caminetti di Matthew Boulton, le stoviglie Wedgwood, la sete di Spitalfields. In seguito, nel 1827, fu aggiunto il magnifico Great Conservatory che collega la casa ai giardini, opera di Capability Borwn del 1767-1773. Da non perdere il roseto di 2,5 ettari che fiorisce da giugno a settembre.

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